Reviews – Perception of this world

COMOMETAL

REVIEWER: Alex
RATE: 8,5/10
La figura del capo nell’ambiente di lavoro risulta sempre quella del duro e incazzoso personaggio che sfrutta noi poveri operai con turni massacranti, mai pago degli enormi sforzi cui siamo sottoposti. Ma a volte la situazione si può ribaltare, ed ecco che per noi semplici lavoratori si possono aprire le porte del Paradiso. Come, direte voi? Semplice…
Il momento tanto aspettato di ramazzare il nostro superiore è arrivato, ed ecco infatti perché al mio fianco in questa recensione si trova il mio collega nonché compagno di band Leader, ed il nostro scopo è proprio quello di bastonare virtualmente il nostro datore di lavoro. Un certo Paolo Porro, mente ed ascia dei thrashers Ancient Dome, oltre che redattore e nostro capo in quel di Comometal, ci ha dato la possibilità (povero lui) di recensire il nuovissimo “Perception Of This World”, sempre edito da Punishment 18 Records, che anche questa volta crede nella bontà del combo Varesino.
Lisciate le mazze, si parte con questa nuova avventura targata Ancient Dome, e già dall’intro “Intro(mission)” riconosciamo il marchio di fabbrica dei nostri thrashers preferiti; si parla di metal dal forte sapore Forbidden e Death, che vengono citati costantemente per tutta la durata del disco.
Una megadethiana “Liar” apre le danze, e i nostri spingono alla grande, supportati da ottime backing vocals, adatte ad iniziare un album succoso.
“When Day Dies…” inizia trascinante con un buon solo, e ci delizia con un misto di metal progressivo incollato al solito sound “Dome style”, e riesce anche molto bene, si fa cantare alla grande grazie ad un uso sapiente delle vocals di Paul.
Dopo una breve intro di batteria inizia “Predominance”, pezzo che ricorda da vicino gusti alla Death, come detto prima, e lascia spazio ad un refrain molto melodico e d’impatto, nervoso il riff che accompagna le strofe e momento solo veramente godibile, veramente thrash vecchia scuola.
L’ultima nota di “Predominance” lascia spazio alla titletrack, che come per il lavoro precedente risulta la più ambiziosa del disco, inutile parlare del pezzo in questione, perché ogni metallaro che si rispetti qui trova pane per i suoi denti.
Passiamo avanti con “Confused Certainty”, altro pezzo da manuale, che inizia in maniera molto sognante, per poi arrivare ad un altro pezzo con forti influenze Death, altro pezzo godibile fino alla fine. Purtroppo a rovinare l’atmosfera devastante ci si mette “Dream Again”, ballad che come “Cold September” dal precedente lavoro risulta di ottima fattura ma purtroppo, ed ahimè la scelta ricade sul guest alla voce, cantata senza pathos, il che rovina un pezzo che avrei visto più come intermezzo che come vera e propria song. Ovviamente il mio giudizio secco farà voltare la testa a non pochi ascoltatori di questo pezzo.
I quattro “Dome” si risvegliano e riescono a seguire le orme più moderne del metal con “Gordian Knot”, brano strumentale fuori dagli schemi, che viene eseguito in maniera veramente sorprendente. Viene voglia di ascoltarlo più volte grazie al continuo cambio di atmosfere… da brivido!
Uno dei pezzi più belli è proprio la seguente “Face The Facts”, thrash fino al midollo, tirata e convinta a spazzare tutto quel che trova davanti.
“Collision” ci prepara alla fine di questo “Perception Of This World”, strumentale breve, che si presta ad aprire la finale “DevastHate”, e qui si torna alla classica song a la Ancient Dome, altro macigno thrash dalle tinte progressive, che chiude un disco sopra le righe, ben suonato e concepito.
Come il precedente lavoro, questo nuovo “Perception Of This World” non delude le aspettative e risulta un album totalmente godibile, e longevo nell’ascolto, cosa rara per un intero album. Possibilità svanita quindi quella di mazziare il nostro capo redattore, ma la prossima volta ci rifaremo!!!

 


 

HORNS UP

REVIEWER: Pedro Humangous
RATE: 8/10

Underground é underground em qualquer lugar do mundo. Apesar de vir da Itália, a sonoridade da banda – em termos de timbres, gravação e produção – Ancient Dome se assemelha muito com as bandas do underground brasileiro. Formada há onze anos por Paulo Porro (vocais e guitarras), Alessandro “Ale” Fontana (guitarras), Mateus Cuzzolin (Baixo) e George Albert (bateria), os italianos seguem a forte tendência de ressuscitar o Thrash Metal calcado nos anos 80. Notamos evidentes e latentes influências das bandas do segundo escalão do Thrash como Heathen, Artillery, Vio-Lence e Forbidden. Aquela mistura de riffs velozes e nervosos, porém, mais puxados para o Metal Tradicional. Pra quem curte tal estilo, o disco “Perception Of This World” é um prato cheio. Após uma rápida intro, o couro come na faixa “Liar”. Riffs e bateria mais cadenciados ditam o ritmo da festa, com direito a “côro” no melhor estilo hardcore. O restante do álbum segue de forma homogenia, com bons momentos aqui e ali – como bons solos e guitarras dobradas. Destaque para a quarta faixa intitulada “Predominance”. A gravação não ajudou muito, deixando os instrumentos – principalmente a bateria – um pouco abafados, tirando o brilho que as músicas poderiam/deveriam ter. O que faltou em termos de qualidade de gravação, sobrou em garra e bom gosto nas composições. A técnica dos guitarristas é bem interessante, com riffs intricados e muitas vezes com andamentos descompassados, dando aquele toque Prog ao Thrash. Em meio à enxurrada de bandas que surgem com tremenda qualidade – tanto na composição quanto na gravação – o Ancient Dome ainda precisa comer bastante feijão com arroz se quiser ao menos entrar na briga.


 

 

METAL EMPIRE

REVIEWER: Daniele Cristiano
RATE: 4/5

A distanza di solo un anno dal precedente album, torna una delle bands che reputo più interessanti ne panorama Thrash nazionale: i lombardi Ancient Dome. Ancora prodotti dalla sempre attivissima Punishment18 Records (qui lo dico, qui lo nego: darei anche un braccio per vedere anche la mia band sotto l’egida di questa label), Paul e soci sfornano quello che è la prosecuzione naturale di Human Key, e lo s’intuisce sin dal primissimo ascolto.
Perception Of This World si presenta come un disco di 47 minuti nel quale il sound della Bay Area la fa da padrone. Ciò che maggiormente colpisce, oltre la Torre Eiffel distrutta in una colata di lava in copertina, riguarda gli arrangiamenti dei pezzi, in cui si denota una maggiore ricercatezza da parte della band, con un mood Techno Thrash che, in certi frangenti, può facilmente ricordare i Coroner (esempio pratico è When Day Dies…. La band appare comunque in pienissima forma lungo tutta la durata del platter, privo di qualsivoglia calo. Last but not least, highlight del disco è decisamente Predominance.
Tutto è stato fatto con un’accuratezza incredibile, financo il booklet con un fumetto nelle pagine centrali: ma di questo ne parleremo con Paul in fase di intervista. Se Human Key vi aveva lasciati contenti dall’ascolto, Perception Of This World sostanzialmente potrebbe esaltarvi. Gli Ancient Dome colpiscono in pieno con il loro Thrash più ragionato, senza lasciarsi andare a mille a sfuriate che, delle volte, possono risultare anche noiose.