Reviews – promo 2008

BENZOWORLD

REVIEWER: Stefano Luoni
RATE: 75/100
Dopo un paio di demo e qualche anno di gavetta e maturazione nell’underground di un Nord Italia sempre più ricco di band interessanti, i varesotti Ancient Dome decidono che è il momento di fare sul serio e di passare alla registrazione di un full lenght album. Questo promo 2008 che mi ritrovo a recensire è un estratto di quattro brani che andranno a comporre ‘Human Key’, l’esordio su lunga distanza cui la formazione saronnese sta dando gli ultimi ritocchi. Possiamo senza incertezza affermare che la maturazione a cui si accennava prima è avvenuta e stavolta ci troviamo di fronte ad un prodotto molto più completo che in passato. Non deve ingannare la traccia di apertura, peraltro dotata di notevole tiro, in cui troviamo un gruppo intento ad omaggiare il thrash bay area più old school, lineare e diretto. Gli Ancient Dome, pur rimanendo debitori della vecchia scuola, dimostrano buona personalità e costruiscono il proprio sound sulla base di una lettura a 360° del mondo del thrash metal, proponendoci un so ngwriting accurato e capace di pescare sia dai capostipiti del genere come Metallica ed Exodus, sia dal successivo e più elaborato metal dei Coroner e dei Death. Il risultato è quindi un prodotto che pur rifacendosi ad un suono datato riesce a risultare fresco e convincente, in particolar modo in ‘Human Key’, highlight del promo in esame, che fa intravedere margine per un ulteriore miglioramento del gruppo. Unica pecca la parte centrale di ‘State of Regression’, leggermente troppo statica e in cui si perde parte dell’efficacia del resto del disco.
Problema che in ogni caso non impedisce di godersi questo promo 2008 che, forte anche di un’ottima produzione, speriamo possa portare i supporti che gli Ancient Dome hanno dimostrato di meritarsi.

 


 

COMOMETAL

REVIEWER: Il Barbarossa
RATE: 7/10

Ecco l’antipasto che ci hanno preparato gli Ancient Dome, band del saronnese, che i lettori di Comometal conosceranno sicuramente, visto che il sottoscritto aveva già recensito ai tempi il loro precedente lavoro autoprodotto.
Quattro tracce di puro ed incontaminato thrash “Bay Area School” che lasciano davvero ben sperare per l’imminente full lenght che aspetta solo di essere licenziato da qualche etichetta discografica desiderosa di dare una chance al quartetto di thrashers varesotti. L’apertura è affidata all’autocelebrativa Ancient Dome e qui, seppur le influenze di Exodus, primi Megadeth/Metallica si fan sentire è impossibile resistere alle sfuriate date dalle due asce e al drumming potente e preciso del nuovo batterista Giorgio Alberti. Il cantato di Paul è notevolmente migliorato ed ora ha più padronanza della sua ugola e riesce a dare più enfasi ai vari passaggi che contraddistinguono i brani proposti.
La titletrack del futuro cd, Human Key, è un vero gioiellino da ascoltare a più riprese per assaporarne al meglio le sfumature e i cambi di tempo e non penso di sbagliare a paragonare questo pezzo a lavori fatti da numi tutelari come gli svizzeri Coroner. Con State of Regression si ha un canonico thrash metal, con dei riff cadenzati e impreziosito da ottimi assoli, ma che non sembra destinata a farsi ricordare mentre la conclusiva Fall of the Dominion ci riporta alla memoria Megadeth ed Exodus dei tempi d’oro.
A conti fatti questo promo ci mostra una band davvero migliorata, sia dal punto di vista compositivo che da quello più prettamente esecutivo con ottime soluzioni,derivative si, ma suonate estremamente bene con una notevole padronanza delle proprie capacità. Unica pecca che devo segnalare sono i cori, che dovrebbero essere maggiormente curati, dato che per il genere sono importantissimi, vista la dose d’impatto e violenza che portano se ben bilanciati.
Insomma i tempi sono giunti per l’agognato debutto e speriamo che qualche label sia interessata alla proposta degli Ancient Dome visto che hanno le carte in regola per crearsi un nome nell’underground metal locale.


 

METAL EMPIRE

REVIEWER: Daniele Cristiano
RATE: 4,5/5

Ok, io ora voglio sapere: com’è che non mi sono mai procurato niente dei precedenti lavori degli Ancient Dome? Com’è che in questi anni mi sono perso una band così? Un mistero, almeno per me. Ma andiamo con ordine.
Gli Ancient Dome nascono agli albori del nuovo secolo con la precisa volontà di avere un sound legato al Thrash della Bay Area (ovviamente 80’s): non per altro, fra i gruppi di riferimento citati nella biografia troviamo nomi quali Metallica, Testament e Slayer, insieme ad Exodus, Overkill… insomma, il meglio del Thrash.
Fra il 2004 ed il 2005 arrivano il demo d’esordio, Once Were Thrashers, il live Bustock e l’EP Ancient Dome. Fino ad arrivare ai giorni nostri, con questo promo di quattro pezzi, intitolato semplicemente Promo 2008, che non è altro che un’anticipazione del primo album della band, Human Key.
Come detto, sono quattro i pezzi proposti in questo cd. Puro e semplice Thrash Metal, senza fronzoli e con poche concessioni al modernismo (se non per una produzione coi controcazzi).
I pezzi -per la cronaca: Ancient Dome, Human Key, State of Regression e Fall of the Dominion – sono un antipasto a dir poco gustoso di quel che sarà l’album. Un dischetto che farà contenti i Thrashers nostalgici.
Come nei migliori pranzi, però, l’antipasto solo non basta: si aspetta impazienti (non è Pluralia Maiestatis, semplicemente non credo di essere il solo) tutta la portata: quell’Human Key che si prospetta come un discone, a mio avviso. Ed a quanto pare, ci sarà la P18 a supportare questi ragazzi.


 

METALINSIDE

REVIEWER: Leo
RATE: 7/10

Gli Ancient Dome sono un quartetto varesino dedito ad un thrash metal verace, che affonda le proprie radici nel sound che nacque negli anni ottanta nella Bay Area, portato alla ribalta dai vari Metallica, Exodus, Testament ecc…
Questo promo si prefigge l’obiettivo di fare da apripista a “Human key”, full length già registrato in attesa di essere licenziato da una casa discografica che si dovesse mostrare interessata al prodotto.
Gli ormai otto anni di attività del combo si fanno sentire in quanto a coesione, che si fa subito lampante con la tagliente opener, che mette in evidenza un riffing serrato, un discreto lavoro solista che viene sovrastato dalle vocals al vetriolo di Paolo Porro che ben si integrano nel contesto di una traccia canonica per il genere.
La titletrack del futuro disco è il brano migliore del lotto, che si apre con un arpeggio di chitarra, e dopo una parte ragionata, parte a tutto gas, ben supportata dal drumming, che conduce in chorus veramente coinvolgente. Si passa così all’anello debole della catena: “State of Regression” dove la band cerca di elaborare in maniera particolare il proprio approccio, dando una sensazione di voler mettere nella traccia troppe sfumature che di fatto mal si amalgamano, con il ritornello. I nostri si riprendono con la finale “Fall of the Dominion” che con un bell’assalto ad opera delle chitarre (veramente rabbiose), pongono fine ad un promo tutto sommato discreto, che mette in mostra un gruppo che pur restando ancorati agli stilemi del thrash anni 80, lo portano in una dimensione tutto sommato attuale grazie ad una produzione più che discreta. Gli amanti del thrash d’annata troveranno pane per i loro denti.

 


 

UNDERGROUND ATTACK

REVIEWER: Kill’Em All
RATE: 68/100

THRASH METAL OLD SCHOOL… quello con le 2 H vero Paolo?
A quattro anni dalla loro prima incisione “Once Were Thrashers” targato 2004 e dopo tantissima gavetta e tantissimi chilometri macinati in tutto il nord Italia per portare avanti la bandiera del puro Thrash Metal, vede la luce, o meglio sta per vedere la luce il loro primo full lenght “Human Key” anticipato da questo promo di quattro pezzi che ci accingiamo a recensire.
Il Promo inizia con l’autocelebrativa “Ancient Dome” classico pezzo thrash metal pieno di riferimenti agli storici capisaldi del genere, in primis Metallica, Slayer e Testament passando per Anthrax e Forbidden. I Quattro Varesini dimostrano i notevoli progressi compiuti dall’ultimo demo, la voce di Paolo Porro è nettamente migliorata offrendo delle linee vocali molto più ampie che in passato e riuscendo a sostenere al meglio i pezzi, anche le chitarre sono migliorate sia il sopraccitato Paolo che Alessandro Fontana dimostrano di aver fatto bene i compiti a casa, il guitar Working è sempre preciso e tagliente, Capitolo a parte per il nuovo batterista Giorgio Alberti che offre una prestazione lodevole dietro le pelli.
Si prosegue con il pezzo che andrà a dare il nome all’Album “Human Key” la canzone inizia con un arpeggio dalle tinte orientali per poi partire a mille con notevoli rimandi ai Testament ma con variazioni che arrivano a toccare lidi quasi Thecno Thrash, con questo pezzo i nostri Ancient Dome dimostrano di essersi staccati, anche se con molta fatica, da quel sound ottantiano da loro molto amato il risultato è un ottimo pezzo Thrash che raggiunge un perfetto equilibrio tra cattiveria e melodia. Con il successivo pezzo “State of Regression” si rallenta un po’ per lasciare spazio ad un ritmo più cadenzato, il pezzo risulta un po’ troppo statico e ripetitivo anche se le chitarre pur non offrendo un rifferama corposo risultano sempre molto taglienti sostenute sempre con precisione certosina dalla sezione ritmica, buono il lavoro del bassista Matteo “Cuz” Cuzzo.
Chiusura col botto affidata a “Fall of The Dominion” pezzo rabbioso e massiccio, ottima l’intesa tra le 2 chitarre di Ale e Paolo, quest’ultimo risulta finalmente a suo anche dietro il microfono offrendo una prestazione vocale veramente buona.
Un lavoro questo che si alterna fra Molti Alti Human Key e “Fall of The Dominion,e pochi bassi “State of Regression” soprattutto la sua parte centrale, i miglioramenti ci sono stati e si notato, merito anche di una registrazione ottimale che da ad ogni nota l’importanza che merita, non manca altro che una casa discografica pronta a sostenere i nostri Ancient Dome e far si che il loro “Human Key” trovi spazio sugli scaffali dei nostri negozi di dischi.